Svolgimento
Guardare un bambino negli occhi, provoca delle emozioni indescrivibili.
È come se uno vi chiedesse: “come è fatto un
arcobaleno?”
Il fanciullo è il prototipo di un rapporto con Dio, colto
essenzialmente come Padre. “È degli uomini, quindi
dell’essere fanciulli, il Regno di Dio” (Mt 19,14).
Ma questo cammino inizia da fanciulli e per questo essi hanno diritto
di essere accompagnati nella missione che Dio ha loro affidato.
“Quando siamo al servizio di un fanciullo si tratta di ben
altra cosa che un po’ di sentimento: si tratta della dignità
eterna dell’uomo che deve diventare fanciullo, che non partecipa
alla vita intima di Dio se non diventando questo fanciullo, che
egli comincia ad essere prima di tutto nella sua infanzia”
(da “Il fanciullo nella comunità cristiana” di
Don Carlo Galli).
Guardare negli occhi un bambino è come cercare di svelare
un mistero, uno scrigno che cela un tesoro ricco di valori. E non
ci sono i valori grandi e quelli piccoli, i valori dell’adulto
e quello dei bambini: solo valori, degni di essere apprezzati.
Questo mi accade ogni volta che un bambino mi prende la mano.
Dopo tanti anni di servizio in branco, in reparto, come capo gruppo
e nei vari livelli associativi, mi sono avvicinato in punta di piedi
al mondo dei bambini più piccoli dei nostri lupetti e coccinelle:
il mondo dei castorini. Non nascondo di aver avuto gli stessi pensieri
e perplessità che ora voi avete, specialmente se è
la prima volta che sentite parlare di scoutismo “a meno di
otto anni”.
Eppure, con tanta umiltà, ho affrontato l’iter (non
facile) previsto nella formazione capi dell’AIC (Associazione
Italiana Castorini) ed ho imparato tanto.
Non dimenticherò mai quel giorno, quando alcune mamme accompagnarono
per la prima volta i loro bambini: gli occhietti spalancati, un
sorriso velato dai primi timori. Questo avevamo, grandi e piccoli.
Una favola, un gioco molto semplice, una canzoncina e con queste
poche cose si creò un clima di gioia e di semplicità.
Ora capisco cosa intendeva Francesco quando descriveva la semplicità:
l’unione della povertà con la gioia.
Allora iniziò questa bella esperienza che ancora oggi continua.
I primi castorini sono tutti scout nel mio gruppo; dopo il passaggio,
l’essere stato castorino, aiuta il bambino ad inserirsi nel
clima del branco. L’ambiente educativo dei castorini è
di supporto alle famiglie per il superamento della crisi di crescita
dei loro figli che inizia con la scolarizzazione, la cosiddetta
piccola adolescenza e poi … attraverso i castorini abbiamo
coinvolto anche gli adulti che ora sono capi in altre unità.
Chissà se queste parole serviranno a fugare alcuni dubbi:
di certo susciterà un po’ di curiosità in più.
E un bel giorno, dopo la tempesta, l’arcobaleno ci inviterà
a far festa.
Alessandro
Casagrande
IAB L/C Lazio